AH, GIÀ

stress test

Se scrivo è anche per ricordare, come fanno quelli che fotografano tutto.
E di questo periodo storico non mi voglio dimenticare di un aspetto fra i tanti, che ho visto sui social grazie al buon Covid19: la paura di restare soli. Il terrore di venire dimenticati da qualcosa che distrarrebbe i follower. Sia mai. Anch’io come tutti sono stata travolta dai fatti aggrappandomi all’ironia e cercando di capirci qualcosa, e ho fatto le mie considerazioni nelle storie di ig. Ma la paura di restare soli di cui parlo è quella che senza pudore ha fatto uscire il lato più animale, e ha costretto alcune bestie uscite dal recinto, a inondare di cattiveria i social. Cattiveria a fiumi.
Da completi “nessuno” nella realtà, ma con “personaggio pubblico” nella bio virtuale, ho visto la necessità spasmodica di esprimere opinioni violente, insultare, fare dirette su dirette (alcuni con viso truce, alcuni con schiuma alla bocca) per urlare la Verità e minacciare querele. “Il potere dei social”, dice la Ferragni, ma forse per chi non ha soldi o non è realizzato, è veramente una questione primaria esistere sui social USANDO L’ODIO come unico talento per non perdere visibilità. O per acquistarla. L’odio è un talento, ora lo so. E l’odio piace, cazzo, eppure dicono sia il Covid19 a far paura.
Questa “cosa” già la vidi negli anni che scrivevo di narcisismo patologico e manipolazione per “l’indorata pillola”: il mio scopo di divulgare nel dettaglio, diventava incitamento all’odio e piovevano like solo quando “parlavo male” di “quelle merde” (così era un patologico nella testa di chi leggeva, una persona da odiare). Durante gli anni di quegli studi e pubblicazioni, vedevo che le vittime di violenza psicologica non erano unite, ma separate dall’odio nato dal troppo dolore subito. Ed ecco come una sofferenza non insegna un cazzo e usciremo dal Covid19 allo stesso modo in cui ci siamo entrati: da bestie.
Non credo di esagerare nel temere che l’odio per le donne si acuirà ancora di più coi dati finali della pandemia, che attualmente sono di 8 a 2 per gli uomini: le donne parrebbero ree di essere protette dagli estrogeni.
In conclusione, per l’ambizione elevata di salvare l’umanità rispettando una ristretta quarantena, credo ci serva uno spirito evoluto, perchè se la si guarda dal basso, siamo solo malati che si accusano di essere malati.
Melania Emma

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