Vivo e lavoro a Padova (Veneto, Italia) e faccio quella cosa che sì tesoro, ma con l’arte mica ci mangi. In effetti, dovevo prima capire cosa fossero quelle 4 lettere.
Ex grafica pubblicitaria/web designer/writer/copywriter/ghostwriter/traduttrice/blogger incazzata, negli anni mi sono atrofizzata in una vasta gamma di progetti d’arte applicata: visual per pubblicità, visual identity, rebranding, fotoritocco, fotografia, ancora fotografia e illustrazione.
È con questo pedigree che mi concedo completamente all’art gratia artis studiando i miei 3 fondamentali – materiali, immagini, parole – e restando a lungo nel processo. Le fasi creative durano giorni come anni, in cui il mio unico obiettivo è combinare quei fondamentali.
Per interpretare più alla lettera anche la locuzione dedicarsi anima e corpo, vivo in una house-turned-studio dove il processo è lì che mi aspetta appena mi sveglio, così come l’ho lasciato chiudendo gli occhi il giorno prima.
Mi chiamo Melania e sono la persona dietro melaniaemma.com e link ufficiali annessi.
Come artista e ricercatrice indipendente, indago i temi legati alla Casa – protezione, conforto, eredità, lutto, vita, attività – creando progetti analogici relativi.
Mi occupo di consulenza e realizzazioni di site-specific art – cioè opere pensate per lo spazio preciso dove devono stare – fino a progetti completi di home staging.
A drama in a glimpse:
Fin da piccola mi appassionano le copertine di dischi e libri per le loro parole nitide e taglienti. Quinquennale di Graphic Design nei ’90s + ITS in Comunicazione e Visual + ITS in Operatore Tecnico Informatico, perchè Internet dilaga seriamente. Pur occupandomi di arti applicate, mi appassiono di brutto al mondo delle ICT lavorandoci qualche anno al soldo per comprarmi la prima casa, ma contemporaneamente studio le nuove piattaforme CMS realizzando contenuti scritti-visivi per blog e social, che nel frattempo dilagano anch’essi e mi appassiona studiarne gli ambienti. La fotografia è il mio mezzo più espressivo mentre la scrittura quello più remunerativo. La rapidità con cui cambia la comunicazione scritta e visiva – che mi appassiona l’ho detto? – diventa quindi l’ambito dove acquisisco più esperienza, rimanendo però devota alle emozioni analogiche. Conduco fino a 3 vite lavorative col sogno di occuparmi solo di arte pura in un futuro, perciò su 24h, ne dormo 4. Vengo commissionata da svariati brand e organizzazioni. Acquisisco il mio home-studio. Un attimo prima della pandemia e appena estinto il mutuo, mi qualifico in Scrittura Creativa e Storytelling + Web Design e Social Media Marketing + Grafica Digitale per l’Editoria [dettagli: LinkedIn]. Nel burnout che segue a tutto questo, realizzo di aver chiamato “arte” la decorazione commerciale compiacente mentre ero pagata per non godere. Total reset. Finalmente.

I have to please myself, sorry.
