SCATTI

puzzle

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Da sempre i pezzi sparsi mi ipnotizzano, facevo anche puzzle fino a 5000 pezzi, ma non è mai passata. Tu da cosa non riesci proprio a staccare gli occhi?

 

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PAROLE

coda dell’occhio

Una volta preso posto e accomodatasi sulla sua panca, con la coda dell’occhio sinistro Lia vide una nuca d’uomo seduto due panche più avanti a sè, la cui fisionomia le ricordava lui. Lo guardò meglio e quando l’uomo si girò per guardarsi attorno, forse in cerca di qualcuno, lei potè vederlo di tre quarti: la quasi totale calvizie dei sessanta superati, molto curata, così come i corti ma folti baffi bianchi, che le piacevano sempre tanto quando si accordavano al rosa della carnagione di una senilità ben portata. I lineamenti fatti, regolari, mascolini, vissuti ma riposati, la mascella ben disegnata, come la linea del naso che staccava dalla fronte, l’espressione calma. L’uomo stette girato a lungo ad osservare chissà chi o chissà cosa nella sala, tanto che Lia – ipnotizzata a fissarlo – poté capire in cosa quell’uomo, così fisicamente uguale, differiva dal ricordo di lui: nella profondità dell’espressione verso quel chissà chi o chissà cosa. Lo sguardo non era dilatato, fanciullesco, quasi al limite della paura come se, a palpebre più aperte, potesse risucchiare e controllare quanto più mondo possibile. Non era. Quell’uomo studiava quieto qualcosa, ma così profondamente che Lia ebbe voglia di piangere, per non essere mai stata veramente vista. Era sempre stata più nuda che vestita con lui, eppure non era mai stata vista.

Melania Emma

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PAROLE

febbre

Scrivere è quella febbre, quel delirio, che se la guarisci ti ammali.

Melania Emma

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SCATTI

18-19

1

30 dicembre 2018 (sopra) – 2 gennaio 2019 (sotto). No filtri. Il campo dietro casa.

2

 

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PAROLE

jump!

gif elefante

L’anno scorso a fine 2017 non credevo ce l’avrei mai fatta a sostenere una valanga improvvisa di Felicità: uno squallido e inaspettato colpo basso ricevuto si è rivelato da subito un’inaspettata occasione di vita nuova e ho fatto subito i conti con quanto sia difficile sostenere e gestire questa tanto discussa Felicità, perchè mi ha fatto (e a volte mi fa ancora) molta paura.
Durante questo 2018 poi, come se si fossero messe d’accordo, sono morte molte cose e lo spazio ricavato dalla loro sepoltura è immenso! Da ogni tipo di elettrodomestico in casa, che ho dovuto sostituire. Ai rapporti parassitari e senza nutrimento, sia affettivi che professionali, anche di lunga data. Alle piante grasse (!). Oggetti rotti a non finire. Contratti chiusi. E’ morto perfino il lievito madre che aveva ben 7 anni di vita. Se avessi avuto pesci o gatti, sarebbero morti, lo so. Separarmi da cosi tante “cose” tutte insieme è stato spaventoso, mentalmente difficile. Nuovi ritmi, nuove strade e abitudini e ancora tenderei a tornare al tunnel ben arredato di prima…inutile: la Felicità va imparata piano piano e soprattutto è vero che non c’è nello stesso posto che ti ha reso infelice.
La parola chiave è stata: a m p l i a m e n t o.
Questo 2018, quindi:
– ho avuto solo due emicranie (la media era di una alla settimana, per anni) e una lombalgia (media di una al mese)
– ho preso quasi tre chili (ero sottopeso da anni)
– ho raddoppiato le sedute di Pilates prima bisettimanali e aggiunto sessioni di fitwalking da min 40’/max 60′
– ho fatto crescere i capelli a metà schiena
– sto riuscendo ad amare e, soprattutto, farmi amare senza fuggire
– ho attorno e accanto persone che non avrei mai, giuro mai, pensato esistessero
– ho iniziato corsi di studio, specializzazioni e attività culturali, compresa la stesura del mio primo racconto (poveri voi)
– ho ampliato appartamento, impianto elettrico, pratiche spirituali, gusti musicali
– sto imparando quanto la Paura sia una mia amica, come lo è già da anni la Sclerosi Multipla.
Non ho le parole giuste nè l’immagine giusta per esprimere la mia gratitudine a questa Vita Nuova, perciò scelgo questa vecchia e cara gif.

Melania Emma

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SCATTI

il bacio

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Marciapiede del mio quartiere un sabato mattina, corro in super ritardo attenta a non scivolare sul ghiaccio, le noto ma tiro dritta, ma mannaggia… ma come posso non tornare indietro se vedo quelle due foglie che si baciano così perfette? Eh? A te non capita mai di tornare indietro per qualcosa di stupendo proprio mentre sei di fretta?

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SCATTI

in darsena

dig

dig

dav

sdr

Domenica mattina in darsena a Venezia, lato Foce Brenta, mentre i pescatori prepararano le barche per l’inverno. Il fascino dell’acqua lagunare.

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