VIRUS

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Cara Solita Signora, che ogni giorno ti esibisci insegnandomi le tue tristi regole che iniziano sempre con “Io”: hai sbagliato pubblico. A me piace il “Noi”. La mascherina che ti vanti arrogantemente di non usare, riguarda proprio quel “Noi”. Vergogna.
Caro Solito Signore, che non sai niente di me ma mi paparazzi mentre cammino a piedi senza un cane e mi aggredisci come una bestia quando io, accorgendomene, alzo il telefono per farti provare l’effetto che fa: ma tutto bene?
Cari Soliti Tutti, che state facendo una quarantena rabbiosa e frustrata come giร  siete tutti i giorni della vostra vita, sempre in perpetua caccia del famoso gatto nero in una stanza buia: vi state perdendo un’altra magnifica occasione per accendere la luce. Perdenti.
Cari Insegnanti dell’Universitร  della Vita, che sprizzate l’impellente necessitร  di infest…ehm, insegnare qualcosa a cazzo, senza prima istruirvi per bene voi: questo รจ un il momento di lezione, non di insegnamento. Silenzio.
Care Signore e Signori con una brutta menopausa o gli ormoni dosati male, cari commentatori compulsivi, cari istrionici da social e questuanti di attenzioni, cari ossessivi della forza, della giustizzzia, della vittoria e di staminchia, quando tutto sarร  non dico finito ma sopito, a voi non resterร  che quella perenne assenza di gusto e olfatto che sempre vi accompagna, ma non certo causa Covid-19: perchรฉ non avrete saputo, neanche stavolta, portarvi a casa nessun progresso umano. Nessuna evoluzione. Nessuna salvezza. Nรฉ la vostra da voi stessi. Nรฉ la nostra da voi. E la cosa magnifica sono proprio i sapori e i profumi di questa consapevolezza che ci separa.
Let’s stay safe.
Melania Emma

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