POVERO CIBO POVERO

Un piatto di fave un tempo era il pasto dei poveri. Adesso i poveri mangiano il “sushi all you can eat” e i ricchi rincorrono la “cassetta dei tesori di stagione” dal fruttivendolo di fiducia.
Alla fine, i cibi “poveri” sono una ricchezza inestimabile e un rimedio cui si fa ricorso dopo i danni del McDonald’s.
Un piatto di fave crude regala proteine e ferro come e più di carne e uova. Tra i preziosi legumi che dovremmo mangiare, sono gli unici buonissimi anche crudi.
Ma soprattutto: lo sai che “mangiare povero” é provato scientificamente che migliori l’andamento delle malattie autimmuni come la Sclerosi Multipla? Uno stile alimentare ipocalorico, cibi poco elaborati, piccoli pasti frequenti, fino ad arrivare addirittura (per i più temerari) al digiuno intermittente e controllato, sono garanzia di salute eterna per qualsiasi persona, malata o meno. E su questo esistono studi e letteratura scientifici approvati, che dimostrano come diventare parchi nel mangiare sia una vera e propria medicina! Senza dimenticare quanto siamo fortunati ad essere italiani con la varietà di cibo che il resto del mondo ci invidia.
E tu oggi cosa mangi?
Melania Emma

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NO VEGAN

Sabato di buon mattino, sono acquattata al calduccio in auto (sì, 12° al 18 di maggio a Padova) ad aspettare che Elisa mi apra i cancelli della mia (la sua) fattoria preferita. E intanto mi godo la magia dell’alba nella mia terra veneta e osservo i campi di foraggio che mangiano i suoi animali. E’ proprio e assolutamente vero che non è etico – oltre che sano – mangiare carne, perchè gli animali da allevamento intensivo sono destinati a soffrire dalla nascita alla morte e la loro carne è piena di farine e medicinali. Questo ci servono tutti i giorni – un tot al chilo – sui banchi ordinati e ben illuminati dei supermercati: la sofferenza di un animale cieco, che non si è mai mosso, tenuto in vita con antibiotici.

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Ma ci sono posti appena fuori città in cui i polli vivono scorrazzando per mesi, vedono la luce e hanno muscoli sodi. Posti in cui puledri, vitelli e maialini sono allattati dalle madri, nutrite ad erba e fieno e nessuno di loro patisce gli stenti di stallo e trasporto. Nessuno soffre mai. I cicli sono naturali. Tu li vedi, se vai in questi posti. E poi compri le loro carni fresche e a prezzo inferiore – sì, hai letto bene – del supermercato, vendute in ambienti super igienici e controllati da mille normative, dove la persona che ti serve (Elisa e Nicola dell’Azienda Agricola La Fazenda, in via Brusoni 3 a Limena, Padova) si ricorda pure la tua faccia. E la sua sorride sempre contenta.

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Questi mondi esistono appena fuori ogni città, non ci sono scuse per nessuno. E non è il veganesimo la garanzia di salute, ormai si sa. Che il pianeta sia invaso di allevamenti intensivi e di sofferenza animale è qualcosa che mi spezza il cuore, ma vorrei stringere la mano al furbetto che risolve tutto questo non mangiando più carne e appellandosi all’etica, perchè – ammettiamolo –  il business #vegan è un bell’affare di marketing basato sull’emotività. E ancora mi chiedo se un cespo di insalata, divelto dal terreno in cui vegeta, non soffra. Non esiste nessuna malattia al mondo che richieda di seguire una dieta vegana, anzi, per alcune malattie sono irrinunciabili gli aminoacidi contenuti solo nella carne (per non parlare della salute delle uova) e quindi? Assumere ferro e zinco in pasticche ricche di stearati è forse più etico di nutrirsi mangiando un animale sano, rispettato e vissuto senza sofferenza? Siamo sicuri-sicuri? Anch’io vado al McDonald’s quella volta l’anno che mi attanaglia la voglia pazza di junk food, ma è la regola che conta, non l’eccezione, e la mia regola per quanto riguarda il cibo animale è mangiare carne una volta settimana, pesce tre-quattro volte (pescato), uova due volte, latte zero e tutto questo per cercare di far sì che sia il mio sistema immunitario a controllare una “probabile Sclerosi Multipla” e non il contrario. E tu? Come mangi per la tua malattia autoimmune? Di quale business fai parte? Cosa significa “etico” per te? 

Melania Emma

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COME RIPOSARSI QUANDO SI E’ STANCHI O STRESSATI

Sembra assurdo, ma quando qualcosa è gratis o a buon mercato, insospettisce. Chi cerca il top, percepisce i servizi/prodotti costosi come migliori, dimenticando che le cose migliori sono gratis. No, non intendo spiegare le regole del marketing, ma semplicemente far notare come esistano ben due attività assolutamente basiche e fondamentali per il corpo umano, che sono assolutamente gratis e rigeneranti e che riusciamo invece a pagare fior di soldi per la convinzione erronea che qualcuno/qualcosa ce le debba e ce le possa autorizzare/somministrare/insegnare.

Conosco persone iscritte a costose pratiche sportive ad alto impatto, eppure non sanno semplicemente CAMMINARE, nè sanno come dovrebbe poggiare il piede correttamente e nè tantomeno sanno come RESPIRARE. Cammino accanto a persone che non hanno consapevolezza di poggiare un piede diversamente dall’altro e poi si chiedono perchè hanno mal di schiena o problemi ai denti. Persone che quando inspirano profondamente perchè sollecitati a farlo, crollano in un pianto di commozione per l’intensità della sensazione. Giuro.

RESPIRARE e CAMMINARE sono attività dimenticate, di cui facciamo a meno per giorni e giorni, restando chiusi negli ambienti senza ossigeno, che tanto non respireremmo perchè siamo sempre contratti in apnea, fermi seduti o in piedi in posizioni totalmente scorrette, senza consapevolezza del nostro corpo e del nostro sangue asfissiati. Poi arriva il medico di turno che ci dà l’integratore per “tirarci su” e si può continuare a non respirare e non camminare per un bel pò. Ma davvero.

Eppure RESPIRARE e CAMMINARE sono metodi infallibili per riposarsi e rigenerarsi in pochissimo tempo. Perchè? Perchè facciamo per la maggior parte una vita dove non si respira e non ci si muove, il logico contraltare a tanta innaturalezza è tornare semplicemente a fare quello che si faceva nei primi anni di vita, cioè RESPIRARE e CAMMINARE: 50 respirazioni diaframmatiche più volte al giorno e una camminata veloce dai 20 minuti in su ogni giorno. Ed è tutto gratis. La ripetizione costante di queste pratiche, oltre ad allontanare i medici, è veramente di tutto riposo: il riposo non è stare fermi se si fa una vita mummificati e senza ossigeno, il riposo è riempirsi i polmoni di aria e il sangue di ossigeno e per farlo non servono attività ad alto impatto, ma RESPIRARE gonfiando l’addome e CAMMINARE spensieratamente di buon passo.

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Quando si dorme 7-9 ore e non si è riposati, qualcosa non va. Continuare a “riposare” durante il giorno è un riposo che peggiora la stanchezza e anche quando non si è chiuso occhio una notte intera, mantenersi attivi più possibile durante il giorno, aiuta il vero riposo. La stanchezza post-prandiale, i lunghi viaggi in auto, le sessioni di studio, le ore alla scrivania sempre al chiuso, trovano immediato sollievo portando l’attenzione al RESPIRARE e al CAMMINARE. E’ così semplice, facile e gratis, che nessuno lo fa!

Spesso il “non ho le forze per muovermi” è frequente: la “fatigue” (stanchezza cronica) che alcune patologie regalano, è qualcosa che non si può spiegare a nessuno, bisogna viverla. Eppure si può combattere la stanchezza cronica proprio RESPIRANDO e CAMMINANDO: reagendo al bisogno infinito di abbandonarsi al cuscino, dopo ti senti come nuovo e quello sforzo di reagire (ed è uno sforzo immane) vale tutto il benessere del dopo! E comunque il “non ho le forze per muovermi” sarebbe tutto da verificare, perchè in assenza di ossigeno le forze è logico che non ci siano, mentre l’ossigenazione data dalla respirazione fa tornare le forze in abbondanza e quegli sbadigli ripetuti non sono affatto “sonno” ma un meraviglioso modo che ha il nostro cervello di chiedere ossigeno. Quindi occhio anche agli inganni della mente!

Tu cosa fai quando sei morto di stanchezza e stressatissimo?

La mia tendenza un tempo era (e sarebbe ancora) di silenziare ogni ordigno, rendermi irreperibile, spalmarmi sul divano con vari telecomandi, tablet, pc, smartphone e cibo di conforto e muovere solo il pollice facendo scrolling sui socials. Per ore ed ore, fino a che quando mi viene sonno, basta solo che poggi la testa e dorma. Poi mi sveglio dalla fame, mangio e ricomincio lo scrolling di ogni cosa scrollabile, tutto a portata di mano, perfettamente sdraiata in panciolle e perfettamente convinta che mi stia riposando perchè ne ho assolutamente bisogno. Se poi ho un accenno di mal di testa o mal di schiena, ho l’autorizzazione al fancazzo concessami dall’alto. Ma so che sono inganni, sono abitudini errate e so che c’è di meglio.

Io questa settimana impegnativa, sono stata a casa circa 8 ore al giorno, solo il tempo di dormire e lavarmi. Sono riuscita a fare solo due sessioni di Pilates (contro le quattro settimanali) e zero fitwalking e stamattina, sabato, finalmente senza la sveglia che suonava, nonostante le 7 ore di sonno pesante, ero talmente distrutta dallo stress accumulato che non riuscivo ad alzarmi dal divano dopo l’abbondante colazione e mi sono imposta la camminata lenta che vedete nei video. Le forze fisiche di una fitwalking non le avevo, ma ho mantenuto l’andatura lenta e costante per novanta minuti, con ancora la testa in confusione per la settimana intensa di impegni, respirando a pieni polmoni l’aria pulita dopo le incessanti piogge di queste settimane a Padova, con varie soste per ammirare i campi di papaveri e guardare la malva che cresce (adoro la malva!) e contraendo i glutei quando mi ricordavo. Niente di impegnativo quindi, se non la volontà di farlo, per poi sentirmi veramente e finalmente RIPOSATA.

Melania Emma