RINGRAZIA OGNI OMBRA, PERCHè è PROPRIO Lì CHE TROVI LA LUCE

IMG_20190909_091045.jpg

Settembre è anche il mese dell’anno in cui “festeggio” la mia diagnosi di Sclerosi Multipla e con questo qui, son 19 volte da quello del 2000. Ricordo che ero totalmente devastata dalla notizia, perchè mentre ero al top della vetta del mondo mi hanno detto di scendere. Anzi, spinta giù. E fine dei giochi.

Ma presto, prestissimo, capii che una diagnosi è solo un’etichetta che serve alla Medicina Ufficiale per nominare qualcosa, proprio come se al Master Chef dici “savoiardi, mascarpone, caffè, cacao, zucchero, uova”: come potrebbe lui non risponderti “TIRAMISU'”? Ecco, io non avevo nemmeno tutti gli ingredienti, (ne ho parlato qui), eppure “loro” dovevano concludere.

E molte, moltissime, le pressioni per aderire al protocollo della Medicina Ufficiale per la SM e lasciarmi somministrare a vita gli immunomodulanti di ultima generazione, sottoponendomi ai controlli mensili previsti per monitorare il rischio di tumore al sangue. Perchè “pressioni”? Ohh, perchè sei liberissimo di dire no alla terapia ufficiale, ma se per un qualsivoglia motivo consulti un medico, ti becchi la mimica del sopracciglio alzato che accompagna inevitabilmente l’educato “Ah, lei non fa terapia?” e tutti i consigli/informazioni che chiedi non trovano risposte per gli outsider come me.

Ed è vero, verissimo, quello che si dice dell'”ombra”, perchè essa ha un suo disegno preciso, troppo grande per vederlo al momento in cui qualcosa ci travolge oscurandoci un progetto o una intera vita. Nel mio caso posso senza (ombra di) dubbio affermare che la Sclerosi Multipla mi ha guarita. Prima non vedevo, non capivo, non sentivo. Le cose, le persone, gli eventi vestivano dei significati che oggi sono assurdi. La “guarigione” di cui parlo è stata un lungo processo che assaporo solo da circa 7 anni, ma per 12 mi sono sbattuta come una falena, mi sono opposta a Lei con tutte le mie forze, appena stavo bene la sfidavo e tornavo ad essere dio sulla vetta del mondo, fino a che Lei tornava a ricordarmi che mi snaturavo.
Ci siamo modulate a vicenda, io e la Sclerosi Multipla: gli ultimi 5 anni prima di Lei vivevo a tremila e l’ultimo anno, il 1999, ero praticamente un ninja, essere stanca era una debolezza, dormire era tempo perso e la notte mi serviva per la vita sociale e i divertimenti sfrenati, mentre il giorno guadagnavo molti soldi con molti lavori solo per fare due mesi di vacanza consecutivi. Nelle ore libere correvo (tutti i giorni) per 8-10 km oppure facevo aerobica ad alto impatto. Quel settembre di 19 anni fa mi ero appena iscritta ad un maneggio per imparare a cavalcare. Ho sempre avuto molta energia, ma allora non sapevo modularla e non potevo accettare che un pacchetto di sigarette al giorno non fosse compatibile ANCHE con una intensa attività fisica; per me riuscire a mangiare junk-food tutti i giorni per anni era solo la riprova di quanto il mio metabolismo fosse super ed io stessi DAVVERO bene.
Ero indipendente, magra, bella, forte, libera (credevo), potevo mangiare quello che volevo e fare qualsiasi cosa quando volevo.
Ed è esattamente qui che vidi per la prima volta in vita mia un ospedale dal di dentro.

IMG_20190909_091045(1).jpg

Se hai letto fin qui, chiarisco che non sto assolutamente dicendo che “il godimento si paga”, nè facendo illazioni religiose, moralistiche, filosofiche: non sono pentita di nulla.

Desidero, piuttosto, incoraggiare fortemente chi ha una spada di damocle addosso, un’ombra qualsiasi, una spina inaccettabile come può essere una malattia con evoluzione incerta: guarda bene quell’ombra.

Io ho due momenti precisi nella vita come spartiacque tra un prima e un dopo. Uno di questi due è la Sclerosi Multipla. Lei mi ha guarita perchè ero una persona altamente manipolata, artefatta, un golem nelle mani altrui e Lei mi ha costretta a scegliere per me, a decidere per me e imparare per me. Mi ha costretta a guardare verso la luce. Non è stata gentile, ma io non ero docile. Mi ha insegnato a dire la parola NO. Temevo la solitudine. La contemplazione. Mi ha guarita perchè ho fatto piazza pulita di tutti i veri handycappati attorno a me: io ho solo una diagnosi (e neanche completa) ma molti, troppi, erano diversamente umani.
Perciò benedico l’ombra, per dove mi trovo ora. Non vorrei mai essere la malata di prima, senza umiltà, senza coraggio, senza luce. E insisto a dire “guarda bene la tua ombra”, perchè non potrebbe esserci se non ci fosse una luce a generarla. Oltre ad essere cosa scientifica, lo dice un proverbio, credo, maori: “Volta il viso verso il sole e le ombre cadranno dietro di te”. E chissà che quell’ombra non voglia dirti qualcosa, come nel mio caso, e guarirti.

E tu? Hai un momento nella vita che ha fatto da spartiacque tra un prima e un dopo? Hai paura dell’ombra?

IMG_20190909_105550(1).jpg

Backstage delle foto: uno dei due peperoni cotti stamane al forno, con uno scenografico riso venere, aglio e tantissimo basilico tritato. Lavando i peperoni mi ha colpita la specularità di quello giallo, così l’ho messo al sole per ammirarlo ed è stato impossibile non fotografarlo. I peperoni sono un cibo che mangio forse due volte l’anno, ma questi erano siciliani. E poi ultimamente ho un fuoco per il bianco e nero.

Melania Emma

Annunci

SETTEMBRE 2019

70373967_2424320731126097_2047576077265534976_n

Questo è uno di quegli articoli in cui non hai grandi contenuti da donare al Pianeta, ma siccome possiedi un sito e un blog e hai fatto delle foto carine, pubblichi. Anche questo è benessere, in fondo, no? Ecco perciò un anticipo di sapori e colori autunnali, nonostante il caldo che non molla. Per non pensare alle giornate che si stanno inesorabilmente accorciando, ti dico cosa amo più di tutto dell’inevitabile fresco/gelo che arriverà: le zuppe e i minestroni. Proprio mi scateno. Fa ancora troppo caldo per una zuppa di zucca (con porcini, patate, orzo, sedano e alloro…mmmh) ma questa bella signora mantovana d.o.p. oggi ha trovato un suo scopo nel forno. Anche perchè ogni 1 del mese è mia abitudine celebrare un mini capodanno, dopo aver fatto “pulizie” i 30 e 31.

69438225_2424320771126093_2213002910244012032_n

Sì, mi piacciono gli inizi e il numero 1 e mi piace sapere che ieri qualcosa è finito e che davanti ho un foglio bianco. Mi piace tanto questo stato mentale. Mi piace sapere che ho davanti un “pacchettino” di possibilità all inclusive di 30/31 giorni, scanditi da settimane, per cui un giorno potrò dire “A settembre di quell’anno facevo questo”. E’ da un paio d’anni che ho questa mania e non credo dipenda dal fatto che sono nata il giorno 1 di un certo mese. Credo proprio dipenda dal fatto che un paio di anni fa, nel 2017, mi successe letteralmente di tutto. Già l’anno prima, il 2016, sentii puzza di bruciato, ma nel ’17 ogni certezza delle poche rimastemi si sbriciolò e lo shock non fu tanto per i fatti accaduti, ma per la sequenza con cui accadde: sembrava esserci una Mano che dall’alto spostava le dame della mia partita, mettendomi nella miglior posizione possibile per uscirne vincente, ma per farlo doveva radere al suolo ogni cosa. Non dimenticherò mai ogni singolo mese del 2017, in cui ogni fine mese mi preparavo letteralmente a ricevere quanto avrebbe portato il giorno 1 del mese seguente. Il 2018, poi, consacrò definitivamente un cambio radicale di vita. La vita che ho sempre sognato e per cui ancora oggi mi alzo e mi pizzico.

69479472_2424320824459421_255251134761926656_n

Lo so… dire tutto questo tra le foglie di insalata non è professionale e la SERP me la farà pagare amaramente, ma i blog sono fatti da persone e le persone decidono e scelgono. Da oggi, quindi, credo proprio che nell’ambito della categoria “Wellness” di questo blog, oltre alla Sclerosi Multipla, inizierò ad inserire ogni mese degli articoli leggeri ma anche utili alla riflessione. O almeno ci provo, perchè proprio da questo mese riparto anche con impegni di lavoro sostanziosi. L’intenzione c’è tutta.

Cosa ti piacerebbe leggere di leggero ma utile? Astrologia? Ricette? Salute? Fammi sapere e ispirami!

Melania Emma

LA MIA GENOVESE

– 5 cipolle tropea Bio, gambo e buccia compresi
– 5 pomodorini ciliegia molto maturi
– 1 petto di pollo intero Bio
– origano q.b. ma, se lo amate, mano pesante
– olio evo
– sale
– 1/2 bicchiere d’acqua in cottura

Non sono assolutamente una foodblogger, cerco solo scuse per usare Snapseed. Buon Sant’Antonio a tutti noi padovani e buon appetito!

Melania Emma