inizia da dove sei

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Non so da dove cominciare a rifare il mondo, il caldo dilata anche i pensieri e la messa a fuoco è difficile. Perciò intanto scucio le montagne di tessuti con cui intendo rifare il mondo e… rimango incantata dai fili che si accumulano sul pavimento, formando matasse che sembrano ognuna un periodo della mia vita. Il più bel periodo è questo attuale, perchè il mio mondo è davvero tutto da rifare e io non so da dove cominciare, se non da dove mi trovo.

pillolina illustrata versione 2020

scialle anni ’40

Questo nelle prime 10 foto, è uno scialle appartenuto a mia nonna materna che lei creò negli anni ’40 per sè. E’ un filato completamente acrilico, il valore è solo affettivo e quando lo indosso come sciarpona molti lo notano, al punto che una persona se n’è innamorata fino a chiedermi se glielo replicavo per forma e colore, perchè le piaceva la lunga “coda”.
Per realizzarlo ho scelto una partita in eliminazione di un filato della Grignasco mod. Champagne col. 524 (vedi etichetta in foto), in 75% merino extrafine e 25% seta, cosi da impreziosire la lavorazione molto semplice. Le foto che vedi sono tutte senza filtro. La lucentezza e la morbidezza della seta hanno reso definitivamente entusiasta la persona che me l’ha commissionato (foto da 11 a 25) ma alla fine sono io che l’ho ringraziata di aver potuto replicare un pezzo a me così caro!

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tappeto da tavolo

Questo è un oggetto che ho realizzato nel 2009 come regalo di nozze per una ex collega. Il filato è in cotone egiziano bianco ritorto nr. 40, il manufatto è composto da cinque giri di cinque motivi diversi. Il pezzo è pubblicato in copertina alla rivista “Millepunti” del medesimo anno, con all’interno il suo schema.

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Allora non possedevo ancora un blog per mostrarlo a tutti e, nonostante oggi il matrimonio della collega sia finito, mi ha gentilmente prestato il pezzo per fotografarlo sul mio tavolo. Dopo averglielo ridato, mi sono ovviamente resa conto che fotografarlo bianco su fondo bianco non è stata una idea felice, ma spero renda l’idea di quanto sia ancora meraviglioso l’uncinetto classico.

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Mia nonna materna, che di uncinetto mi ha fatta appassionare fin da piccola, quando i centrotavola erano parecchio importanti per dimensione e lavorazione, li chiamava “tappeto da tavolo”. Forse era un modo per dire che era pregiato, visto  che la lavorazione richiede mesi.

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Oggi, usando questo stesso schema ma cambiando il filato con uno di quelli “cicciotti” che si usano tanto adesso, forse verrebbe fuori un bel tappeto da terra. Le farfalle dell’ultimo giro farebbero un figurone! E il colore?

Melania Emma