SASHIKO LOVE

Fa parte, dello studio-colore che ho intrapreso sui tessili, la ricerca di una tecnica che sia li assembli (senza il classico effetto patchwork) e sia li decori come un ricamo astratto. Il sashiko (con uno dei suoi infiniti punti) per me rappresenta abbastanza questo mio intento, una tecnica giapponese molto antica. Il sashiko riesce quasi a “destrutturare” un tessuto, decorarlo e rinforzarlo. #process

tappeto da tavolo

Questo è un oggetto che ho realizzato nel 2009 come regalo di nozze per una ex collega. Il filato è in cotone egiziano bianco ritorto nr. 40, il manufatto è composto da cinque giri di cinque motivi diversi. Il pezzo è pubblicato in copertina alla rivista “Millepunti” del medesimo anno, con all’interno il suo schema.

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Allora non possedevo ancora un blog per mostrarlo a tutti e, nonostante oggi il matrimonio della collega sia finito, mi ha gentilmente prestato il pezzo per fotografarlo sul mio tavolo. Dopo averglielo ridato, mi sono ovviamente resa conto che fotografarlo bianco su fondo bianco non è stata una idea felice, ma spero renda l’idea di quanto sia ancora meraviglioso l’uncinetto classico.

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Mia nonna materna, che di uncinetto mi ha fatta appassionare fin da piccola, quando i centrotavola erano parecchio importanti per dimensione e lavorazione, li chiamava “tappeto da tavolo”. Forse era un modo per dire che era pregiato, visto  che la lavorazione richiede mesi.

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Oggi, usando questo stesso schema ma cambiando il filato con uno di quelli “cicciotti” che si usano tanto adesso, forse verrebbe fuori un bel tappeto da terra. Le farfalle dell’ultimo giro farebbero un figurone! E il colore?

Melania Emma