BRAND IDENTITY / VISUAL IDENTITY

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COSA SIGNIFICANO PAROLE COME BRAND IDENTITY E VISUAL IDENTITY? COS’E’ L’IDENTITA’?

Vuol dire che, nel fare immagine, l’abito fa il monaco. Tutto si gioca nei primi cinque secondi, perciò nulla va lasciato al caso. Se vuoi essere visto/ricordato, ti serve un buon Branding, che non è un liquore, ma la gestione della tua Identità, fatta di Brand e di Visual.

Il Brand è l’azienda/persona, cioè la marca. La marca è l’insieme dei valori della tua azienda/persona e di come tu vieni percepito dal pubblico (il marchio è il nome). Il Brand, perciò, è quello che tu esprimi e che sei. Il Visual è come lo comunichi.

Il mio compito è far percepire in un determinato modo il tuo Brand. Mi occupo di comunicare ciò che sei e che vuoi raccontare. Ti rappresento con parole, oggetti e immagini giuste per te. Lavoro sulla percezione che gli altri hanno dei tuoi valori.

Ma entro ancora più in dettaglio con un esempio divertente: pensa ad un panino con la mortadella come quello in foto. Tu sei quel goloso panino con la mortadella. Sei composto di mortadella di qualità superiore (o forse mortadella vegan, il top per chi vive etico) e il tuo pane profumato è impastato con farine biologiche e lieviti naturali, perchè tu e la tua famiglia credete nelle eccellenze gastronomiche italiane. Dalla tua, hai una lunga tradizione di panificazione e vanti la miglior selezione di mortadella IGP (o vegan). Ottenere questi livelli di qualità, ha richiesto molta specializzazione e forti investimenti […ecc].
Quello che hai appena letto, è la tua Brand Identity.

Ed ecco quindi due modi con cui comunicare chi sei (Visual Identity):
• un panino con la mortadella avvolto nel cellophane, schiacciato sotto altri panini alla mortadella a loro volta schiacciati nel cellophane, ammonticchiati dietro un vetro col cartello “panino mortadella”, radunati in una sagra o in un centro commerciale. Il cartello ci vuole perchè senza non si capirebbe nemmeno a che gusto sei, tanto è poca, sottile e scolorita la tua mortadella. Forse sei illuminato poco. Forse troppo. Col passare delle ore, hai un odore un pò acido e un sapore industriale come tutti gli altri lì dietro il vetro con te. Il tuo pane diventa gommoso, ma la gente che ti mangia non se ne accorge, perchè va di fretta. La tua conservazione annulla ogni tua qualità distintiva e la tua esposizione ti uniforma al destino di ogni panino affidabile e mangiabilissimo, ma solo con la bocca e non anche con gli occhi.
• un panino croccante e gonfio di mortadella IGP, con uno strato così abbondante che straborda dal pane: una visione da addentare a tutte le ore. Sei appena stato tagliato al momento: il tuo pane profumato trattiene con leggerezza le tue spesse fette di mortadella soffice, ripiegate voluttuosamente. Sei un piccolo castello di profumi e sapori. Ti avvolgi per metà in un tovagliolo di candida fiandra, trattenuto da uno stuzzicadenti infilzato ad arte, offrendo alla vista del mondo la tua natura inequivocabile di superbo panino con la mortadella. Così vestito, ti presenti a tavola su di un piatto di ceramica rustica, ma a volte ti piace farlo anche direttamente sul tagliere di legno, sempre e comunque accompagnato da una coppetta di pistacchi. Mangiarti è quasi un peccato, ma è un pensiero fugace, rispetto poi al piacere di farlo. Ed è per questo che vieni molto fotografato. E divorato. I tuoi estimatori fanno […ecc]

Secondo te, con quale Visual ti ricorderanno le persone quando vorranno godere mangiando?
Se vuoi dirmelo, mi trovi qui.

[la faccenda del panino di mortadella è reale: fu un breve esempio portatoci dal prof. Flavio Manzolini in aula, quando seguivo le sue lezioni di marketing e comunicazione. Rigorosamente in un colorito dialetto veneto, egli spiegò come il più umile panino, presentato bene, diventi iconico e questa visione gastronomica mi si impresse talmente nello stomaco, da rendergli un piccolo plauso di stima, citandolo. Grazie prof!]

 

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