IN COLD BLOOD

“Kelly, let’s dive, dive down to the pool’s bottom where we belong.
Kelly, we’re sinking like a bleeding stone, all above, crowdin’ ‘round so fucking loud.”
(In cold blood, Alt-J, 2017)

La giornata di un topolino di campagna in una carneficina. Sound piacevolmente disturbante. La intro vocale del video ufficiale è di Iggy Pop. Le “pietre insanguinate che affondano”, però…🤩

21×14 cm
Carta Favini Biancoflash 400 gr
Smalto per unghie
Black ink

PALOMA

“Non importa se sei una canzone che sa il mio nome, che importa se la notte è ancora lunga, aspettavo l’alba, aspettavo te”
(Paloma, Fred De Palma feat. Anitta)

PALOMA (2019 – 2021)
100 x 80 x 5 cm

Opera composta dagli imballi esterni e interni di un tavolo Ikea (così ho scoperto il cartone alveolare, che adoro), riassemblati a formare una specie di skyline su più livelli.
Durante il primo lockdown, osservavo da ogni lato la nuda composizione di cartone e mi stava molto antipatica perchè da quasi un anno mi ero bloccata, finché non ho visualizzato “qualcosa di spensierato” che volava oltre uno scenario post atomico, decadente o, semplicemente, pandemico com’era nel frattempo diventato.
Il colore giusto però è arrivato più tardi: un tubetto da 20 ml di gouache extrafine Maimeri “blu oltremare chiaro”, comprato non ricordo più perché (insieme ad uno “giallo limone” che presto avrà anch’esso una degna fine – le tempere extrafine di Maimeri non sono più in produzione).
La parte tessile proviene dalla mia collezione di tessuti e filati. Una delle mie manie.

Dopo averlo martellato per bene, il CD l’ho usato come un “sole” lontano che di caldo non ha più niente, ma rappresenta anche un oggetto di un’epoca ormai andata definitivamente.

La colomba è fatta di ritagli di carta Favini Biancoflash 400 gr, cosparsa di micro glitter (vedi video).

La lavorazione turchese ad uncinetto, ha gli spazi vuoti riempiti con un ulteriore filato. Ossessione e trauma che ho cercato di rappresentare, spesso vanno ironicamente a braccetto con la leggerezza di una musica spensierata come la canzone citata.

ROSETTE


INGREDIENTI
Una rosetta appena sfornata
Due spighe di grano (vere)
Un guscio d’uovo
Carta del pane
Carta della farina
Carta della vanillina
Cannettato bianco di qualche packaging
Tovaglioli di carta
Filati di stagione
2-3 fogli di cartone A4
1 ferma-sacchettino da freezer
Vinavil

PROCEDIMENTO
Sgranare una spiga, spezzare i gambi di entrambe, sbriciolare il guscio d’uovo, ritagliare le parti più interessanti delle varie carte, fare rosette coi tovaglioli, comporre il tutto con un senso che vedi solo tu. Incollare per bene.

Questo assemblage risale al 2010: erano gli anni in cui panificavo col lievito madre. Il Licoli, per la precisione. Sono arrivata a fare i panettoni col lievito madre, ossia quattro giorni di lievitazione naturale, praticamente erano come dei figli. Ho panificato dolce e salato per circa cinque anni, conosciuto ogni tecnica di impasto e fatto mangiare molte persone, perchè regalavo tutto. La mia specialità erano le focacce ripiene. Il processo era veramente appassionante, così fisico e creativo. Poi, nel 2015, con naturalezza, la fase finì e il lievito morì.
Non ricordo bene cosa c’entrassero i filati nella composizione e perchè proprio quelli, ma so che sono circondata di stoffe e filati fin da piccolina. Ricordo che mostrai questo assemblage ad un amico panettiere, che mi chiese di poterlo avere in negozio. Dissi no, ma lì ne intuii un certo valore.