SFIGHE, RECINTI E ALTRE COSE

So che c’è chi segue questo blog (melaniaemma.com) per le info che da due-tre anni pubblico sulla una certa malattia autoimmune. So che altri lo seguono per quel certo “mindset” che esprimo nella mia parte autoriale. E infine, so che il resto lo segue perchè cerca o pratica bellezza, design e cose visual.


Allora: per la prima faccenda ho deciso che, per rispetto a chi DAVVERO è inchiodato e annullato da una malattia senza cura, ho eliminato gli articoli in cui io parlo della mia diagnosi secondo me farlocca, e quelli dove annuncio che a settembre 2020 farò 20 anni senza sintomi e dove “wow, ecco la mia dieta, integratori e stile di vita senza farmaci”. No. Ho imparato che le persone sono affezionate allle loro etichette, che adorano lamentarsi e soffrire, che impazziscono per i luoghi comuni, che addirittura si servono di una “sfiga” per creare legami e appartenenza. Di venire attaccata perchè “vado contro”, perchè non sono depressa nonostante gli abusi subiti fino a pochi anni fa e perchè ho costruito con sangue, soldi e tempo una mentalità che ho avuto l’ingenuità di condividere, anche no. I malati vanno davvero rispettati. Rischi che se ne salvi uno, il suo odio ti uccida.


Per la seconda faccenda e per gli stessi motivi, non so quanto l’account Instagram di pillOlina durerà ancora: ad 8 mesi dalla creazione, è strapieno di messaggi porno, inviti a gruppi, coach di vita che chiedono soldi, psicologi (reali!) che elemosinano like, social marketer senza nome e volto che ti spiegano il successo, influencer di gomma che vendono creme e (per me cosa gravissima) account che rubano i contenuti originali e tolgono il copyright per farsi un meme dove migliaia di sub-umani accorrono a likare. Eppure, nel mio account dello studio non è così, lì IG è un posto bellissimo, con gente vera, talenti creativi e professionisti…ma dev’essere l’argomento, il problema, boh. E non mi soffermo a parlare di FB, una latrina di degrado, ormai. Comunque sia, anche qui la seconda conferma: le persone hanno bisogno disperato del luogo comune. Dei stare nel recinto. “Il nuoto è uno sport completo”, “Il Leone è un segno forte e il Pesci è un segno debole”, “La mamma è sempre la mamma”. No. Anche qui, rispetto per chi mette i fiori alle finestre della sua cella, ma la mia è differente.


Per la terza faccenda, scremando scremando, resta ciò per cui io vivo, lavoro e sono. Naturalmente mettendoci la faccia e il nome vero, cosa che molta poca fauna oggi può permettersi. Quindi buongiorno e buona domenica a tutti… e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte! (cit.)

Melania Emma

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