RINGRAZIA OGNI OMBRA, PERCHè è PROPRIO Lì CHE TROVI LA LUCE

 

pep.jpg

Settembre è anche il mese dell’anno in cui “festeggio” la mia presunta diagnosi di Sclerosi Multipla nel lontano 2000. Ricordo che ero totalmente devastata dalla notizia, perchè mentre ero al top della vetta del mondo mi hanno detto di scendere. Anzi, spinta giù. E fine dei giochi.

Ma presto, prestissimo, capii che una diagnosi è solo un’etichetta che serve alla Medicina Ufficiale per nominare qualcosa, proprio come se al Master Chef dici “savoiardi, mascarpone, caffè, cacao, zucchero, uova”: come potrebbe lui non risponderti “TIRAMISU'”? Ecco, io non avevo nemmeno tutti gli ingredienti, (ne ho parlato qui), eppure “loro” dovevano concludere.

E molte, moltissime, le pressioni per aderire al protocollo della Medicina Ufficiale per la SM e lasciarmi somministrare a vita gli immunomodulanti di ultima generazione, sottoponendomi ai controlli mensili previsti per monitorare il rischio di tumore al sangue. Perchè “pressioni”? Ohh, perchè sei liberissimo di dire no alla terapia ufficiale, ma se per un qualsivoglia motivo consulti un medico, ti becchi la mimica del sopracciglio alzato che accompagna inevitabilmente l’educato “Ah, lei non fa terapia?” e tutti i consigli/informazioni che chiedi non trovano risposte esaurienti.

Ed è vero, verissimo, quello che si dice dell'”ombra”, perchè essa ha un suo disegno preciso, troppo grande per vederlo al momento in cui qualcosa ci travolge oscurandoci un progetto o una intera vita. Nel mio caso posso senza (ombra di) dubbio affermare che quella presunta diagnosi mi ha guarita. Prima non vedevo, non capivo, non sentivo. Le cose, le persone, gli eventi, vestivano dei significati che oggi sono totalmente assurdi. La “guarigione” di cui parlo è stata un lungo processo che assaporo solo negli ultimi anni, ma per i primi anni mi sono sbattuta come una falena sulla luce, lottando contro qualcosa che con me non c’entrava per nulla. Ci guardavamo come due lottatrici, io e la presunta diagnosi, lei come per dirmi sono qui, dai colpiscimi ed io che facevo il suo gioco e mi comportavo da malata. Che follia.
Ci siamo anche modulate a vicenda, io e la presunta diagnosi di Sclerosi Multipla: gli ultimi 5 anni prima di Lei vivevo a tremila e l’ultimo anno, il 1999, ero praticamente un ninja, essere stanca era impensabile, dormire era tempo perso: la notte mi serviva per la vita sociale e i divertimenti sfrenati, mentre il giorno guadagnavo molti soldi con molti lavori solo per fare tre mesi di vacanza consecutivi. Nelle ore libere correvo (tutti i giorni) per 8-10 km oppure facevo aerobica ad alto impatto. Quel settembre di 19 anni fa mi ero appena iscritta ad un maneggio per imparare a cavalcare. Ho sempre avuto molta energia fisica, ma allora non sapevo modularla e non potevo nemmeno concepire che un pacchetto di sigarette al giorno non fosse compatibile ANCHE con una intensa attività fisica; per me riuscire a mangiare junk-food tutti i giorni per anni era solo la riprova di quanto il mio metabolismo fosse super ed io stessi DAVVERO bene.
Cercavo (ed ottenevo) dalla mia giornata e dal mio fisico, una pienezza di vita e di energia che non si esauriva mai: ero indipendente, magra, scattante, bella, forte, libera (credevo), potevo mangiare quello che volevo e fare qualsiasi cosa quando volevo.
E fu esattamente qui che vidi per la prima volta in vita mia un ospedale dal di dentro.

pep2.jpg

 

Se hai letto fin qui, chiarisco che non sto assolutamente dicendo cose tipo “il troppo stroppia”, “il godimento si paga”, nè facendo illazioni religiose, moralistiche, filosofiche: non sono pentita di nulla.

Desidero, piuttosto, incoraggiare fortemente chi ha una spada di damocle addosso, un’ombra qualsiasi, una spina inaccettabile come può essere una malattia con evoluzione incerta: guarda bene quell’ombra.

Io ho due momenti precisi nella vita come spartiacque tra un prima e un dopo. Uno di questi due (l’altro forse lo dirò un giorno) è quella presunta diagnosi di Sclerosi Multipla. Quella cosa mi ha guarita perchè ero una persona altamente manipolata, artefatta, un golem nelle mani altrui e Lei mi ha costretta a scegliere per me, a decidere per me e imparare per me. Mi ha costretta a guardare verso la luce invece di sbatterci addosso. Non è stata gentile, ma io non ero docile. Mi ha insegnato a dire la parola NO. Temevo la solitudine. La contemplazione. La fragilità. Mi ha guarita perchè ho fatto piazza pulita di tutti i veri handicappati attorno a me: io ho solo una diagnosi (e neanche completa) ma molti, troppi, erano diversamente umani.
Perciò benedico l’ombra, per dove mi trovo ora. Non vorrei mai essere la “malata” di prima, senza umiltà, senza coraggio, senza luce. E insisto a dire “guarda bene la tua ombra”, perchè non potrebbe esserci se non ci fosse una luce a generarla. Oltre ad essere cosa scientifica, lo dice un proverbio, credo, maori: “Volta il viso verso il sole e le ombre cadranno dietro di te”. E chissà che quell’ombra non voglia dirti qualcosa, come nel mio caso, e guarirti.

E tu? Hai un momento nella vita che ha fatto da spartiacque tra un prima e un dopo? Hai paura dell’ombra?

IMG_20190909_105550(1).jpg

Backstage delle foto: uno dei due peperoni cotti stamane al forno, con uno scenografico riso venere, aglio e tantissimo basilico tritato. Lavando i peperoni mi ha colpita la specularità di quello giallo, così l’ho messo al sole per ammirarlo ed è stato impossibile non fotografarlo. I peperoni sono un cibo che mangio forse due volte l’anno, ma questi erano siciliani. E poi ultimamente ho un fuoco per il bianco e nero.

Melania Emma

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.