figli di una percentuale minore

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La zona grigia della Sclerosi Multipla è quella fascia di tempo (da pochi mesi a molti anni) in cui hai avuto uno o due episodi sintomatici, ma da decenni sei super attivo, senza sintomi, senza farmaci e quindi non ancora in carrozzina. Cioè ti è stata messa una spada di damocle sulla testa (per cui hai rimodulato la tua intera vita) ma di fatto non rappresenti la malattia. In questa “grey zone” ti sorbisci i vari livelli culturali della gente cui ti capita di raccontarlo: “Ah, ma dai, non si direbbe mica, stai benissimo!” (versione hard and overt), al: “Cavoli mi dispiace, conosco la figlia di quello che si è messo con la cognata del mio vicino che è in carrozzina e non guida più già da due anni, quella si che è grave, poveretta!” (versione light and covert).
In zona grigia, a voja a far capire ai numerosi teorici del gomblotto che una invalidità (quella vera, di chi ha sintomi tutti i giorni della sua vita, non quelli in zona grigia) non sempre è visibile o accessoriata da stampelle, ma può essere anche invisibile, oppure fare un male boia.
Siamo comunque in moltissimi in zona grigia, tutti con risonanze sempre pulite, tutti senza lesioni nuove, tutti con sintomi più o meno vaghi, poi assenti, poi non si capisce bene, ma forse sono solo stanco, forse è una ricaduta, no dai è passato in 48 ore, forse lo dico al medico, no aspettiamo…
E’ dura, eh? Sei depresso? Sei incazzato?

Ebbene, leggi qua: una lesione midollare (cioè nulla a che fare con la SM) “regala” al fortunato possessore dal 3-5% di possibilità di rimettersi in piedi. Molta gente, con quelle misere percentuali, non si arrende e lotta. Alcuni ce la fanno. Io li chiamo figli di una percentuale minore. E poi c’è chi con la SM (realmente diagnosticata!) si arrende al suo 20-50-90% di recupero dopo una ricaduta e si adegua a quella fottuta diagnosi (spesse volte sbagliata!), accetta il bollino ed entra veramente nella parte dell’ammalato.
E qui ti dico: chi non cede la sua esistenza ad una definizione data da altri (o altro) perchè in fondo a sè stesso egli sente che non gli appartiene, deve SCEGLIERE OGNI GIORNO se darsi per vinto davanti alle circostanze oppure lottare traendo da esse qualcosa di positivo per crescere ancora. Quanto è dura! E che voglia di mollare! E la stanchezza!! Ma se getti la spugna e accetti che le circostanze ti definiscano, cedi la tua esistenza ad un bollino. E non vedrai mai quello che viene dopo, cioè quello che sta nella percentuale minore.
E allora volevo dirti, no urlarti, no ordinarti: scegli la strada difficile e decidi di fare delle tue difficoltà un patrimonio di possibilità! Si può scegliere la percentuale; c’è chi non può neanche quello.
Melania Emma

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